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Rettifica delle detrazioni Iva

 GUIDA ALL'USO dell'applicazione "Contabilità Minimi 2011"
Inserendo i dati nei campi di colore giallo, il prospetto permette di determinare l’iva da versare ai sensi del comma 101.
Il prospetto si divide in quattro sezioni :
  • la prima “Rettifica detrazioni IVA per acquisto beni strumentali”, dove inserire il valore (al netto dell'iva) e l’iva dei Beni strumentali  acquistati:
    1) dal 2007 al 2010 per i beni strumentale diversi dagli immobili
    2) dal 2002 al 2010 per i beni strumentale immobili
  • la seconda “Rettifica detrazioni IVA relativa a beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati”, dove inserire il valore di beni o servizi e l’iva detratta relativa ai beni o servizi non ancora ceduti o utilizzati. Si tratta per la maggior parte delle rimanenze finali esistenti al 31/12 dell’anno precedente .

La procedura determina automaticamente il totale delle due sezioni che è pari all’Iva da versare con il codice tributo 6497,  entro il termine per il versamento a saldo dell’iva dell’anno precedente (per l’anno 2011 entro il 16/03/2012).

Nelle successive sezioni 3 e 4 è possibile riportare, facoltativamente,  a titolo di dettaglio della documentazione, l’elenco delle fatture che sono oggetto delle rettifiche. Il tutto sempre suddiviso per le due diverse tipologie: beni ammortizzabili (mobili e/o immobili e beni e servizi rimanenze…).
istruzioni contabilita minimi CM 2010 video
Come si effettua la rettifica della detrazione Iva?
L’applicazione del regime dei contribuenti minimi comporta la rettifica dell’IVA già detratta negli anni in cui si è applicato il regime ordinario.
Ai fini della rettifica, il contribuente deve predisporre un’apposita documentazione nella quale vanno indicate, per categorie omogenee, la quantità e i valori dei beni strumentali utilizzati.
Analoga rettifica va effettuata quando il contribuente passa, per legge o opzione, nel regime ordinario dell’IVA. In tal caso, le residue rate sono computate nel primo versamento periodico successivo alla fuoriuscita, al netto di tale rettifica.
L'imposta dovuta può essere versata, oltre che in un’unica soluzione, in cinque rate annuali di pari importo, senza corresponsione di interessi.
La prima o unica rata deve essere versata entro il termine previsto per il versamento del saldo dell’IVA relativa all’anno precedente a quello di applicazione del regime, mentre le rate successive sono versate entro i termini del versamento a saldo dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF.

ATTENZIONE

Per il versamento dell’imposta derivante dalla rettifica della detrazione IVA non è possibile usufruire del maggior termine previsto per i versamenti a saldo scaturenti dal modello di dichiarazione Unico 2011, maggiorando l’importo dovuto dello 0,4% per mese o frazione di mese, né tantomeno è possibile rateizzare il relativo importo.

La rettifica della detrazione deve essere effettuata anche per i “beni ammortizzabili” di costo unitario inferiore ad euro 516,46 o con coefficiente di ammortamento superiore al 25 per cento?
In relazione ai beni in questione, quando si passa al regime dei contribuenti minimi è necessario effettuare la rettifica della detrazione solo se gli stessi non sono stati ancora utilizzati o ceduti; altrimenti, non occorrerà effettuare detta rettifica.

In sede di accesso al regime dei minimi, ai fini della rettifica prevista dall’articolo 19-bis2 del D.P.R. n. 633 del 1972 occorre tener presente anche i canoni di leasing pagati anticipatamente e l’eventuale maxicanone iniziale?
Sì. Quando si passa al regime dei minimi occorre effettuare le apposite rettifiche dell’imposta detratta relativa al canone corrisposto anticipatamente e al maxicanone iniziale. Per procedere alla rettifica è necessario verificare l’imposta complessivamente detratta e versare la frazione di imposta corrispondente al periodo di residua durata del contratto o della rata.

L’Iva versata a seguito della rettifica della detrazione è un costo deducibile per i contribuenti minimi?
Sì. L’imposta versata (in unica soluzione o in cinque rate annuali di pari importo) costituisce costo deducibile per il contribuente minimo. Essa può essere assimilata all’imposta assolta dal contribuente minimo sugli acquisti che, in quanto non detraibile, rappresenta un costo deducibile.

Fonte: Guida Contribuenti "Minimi" dell'Agenzia dell'Entrate.
 
 
 
 
 
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